Basta guerre "umanitarie". Nessun intervento militare in Libia

La Libia vive giorni drammatici.
Sia le forze popolari, che l'apparato di potere, appaiono divisi lungo linee geografiche e tribali in battaglia fra loro.
Il rischio è che i paesi occidentali strumentalizzino questo contesto, già di per se foriero di lutti e sofferenze, per giustificare l'ennesimo intervento militare.
L' Iraq e l' Afghanistan mostrano ogni giorno, in modo inequivocabile, come i cosiddetti "interventi umanitari" siano in realtà tappe di un progetto strategico finalizzato al controllo delle risorse (soprattutto energetiche).
Si tratta di vere e proprie guerre sanguinose, che il nostro Paese combatte in violazione della Costituzione e della volontà popolare, e che hanno portato ulteriori sofferenze a popolazioni già provate.
Non facciamoci coinvolgere in un altro intervento militare.
Non partecipiamo all'ennesima guerra illegale, e dalle conseguenze irreparabili. [Read english version]

- Maurizio Pallante (Fondatore del Movimento Decrescita Felice e Portavoce di "Uniti e Diversi")
- Giulietto Chiesa (Presidente del Laboratorio politico "Alternativa")
- Monia Benini (Presidente de "Per il Bene Comune")
- Massimo Fini (Fondatore del Movimento Zero)
- la Rete Provinciale Torinese dei Movimenti e Liste di Cittadinanza

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