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CENTRALE A BIOMASSE A OPICINA?

Dal sito della Regione e dal Piccolo è giunta l'informazione che è in via di approvazione un progetto per la costruzione di una centrale a biomasse vicinissimo all'abitato di Opicina (in un sito prossimo alla ferrovia). L'iter burocratico del progetto prevede che entro i primi di luglio possano essere presentate delle obiezioni da parte dei cittadini per avviare una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale.

Una centrale a biomasse brucia prodotti biologici per produrre energia e potrebbe essere un investimento positivo se venisse realizzato per bruciare sottoprodotti generati vicino alla zona dell'insediamento; invece questa centrale prevede di bruciare l'olio di palme da cocco di piantagioni appositamente insediate in Africa.

Da un punto di vista economico si parla di una ricaduta benefica in termini di posti di lavoro,

MA A QUALE PREZZO?

  • Si configura un costo globale non sostenibile (basti pensare ai costi per il trasporto dall'Africa del materiale) e un aumento dell'inquinamento; tra l'altro note associazioni non governative stanno raccogliendo firme contro questo tipo di iniziative proprio perché queste piantagioni in realtà finiscono con l'accentuare il problema della fame nel mondo.

  • Il progetto non tiene conto della corretta realizzazione di questo tipo di impianti che, per essere veramente ecosostenibili, dovrebbero utilizzare biomasse prodotte entro 70 km dal sito dell'impianto stesso, e non considera il costo del mantenimento di tale struttura dovuto, per esempio, al trasporto in sede delle biomasse e al prezzo delle biomasse stesse.

  • Saranno realizzate 2 ciminiere alte 35 metri abbattendo zone a vincolo boschivo, per cui l'impianto avrebbe un impatto lesivo del paesaggio con conseguente deprezzamento del valore economico degli edifici residenziali privati.

  • L'emissione di particelle come le PM10 da parte della centrale aumenterebbe il rischio per la salute visto che tali polveri sono une delle cause di decesso per tumori ai polmoni.

  • La centrale verrà realizzata su un sito su cui sono stati costruiti e riparati carri ferroviari coibentati con amianto per diversi decenni ma non è prevista nessuna analisi del suolo.

Se vuoi firma anche tu questa petizione online per appoggiare il testo sotto riportato che sarà inviato alla Direzione Centrale Ambiente, Energia e Politiche per la montagna della Regione per richiedere l'avvio di una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale che coinvolga enti pubblici, associazioni e cittadini

 

I sottoscritti cittadini chiedono che il progetto di una centrale di cogenerazione alimentata a fonte rinnovabile (proponente I.I.T. Srl – Roma) sia sottoposto a V.I.A. per le seguenti considerazioni:

 

  • Non sono chiari gli elementi di sostenibilità del progetto, anche indirettamente a carico della popolazione (es costo bollette), in relazione al costo del trasporto dalla sede di produzione (Africa) delle biomasse, all'inquinamento prodotto per tale trasporto e al costo delle biomasse stesse.

  • Non sono considerati i danni paesaggistici e economici conseguenti alla realizzazione di un impianto che prevede la costruzione di due ciminiere alte 35 metri in una sede molto vicina alla zona residenziale di Opicina le cui abitazioni subirebbero un deprezzamento economico.

  • Non appaiono chiaramente definiti i possibili danni a livello ambientale e della salute in relazione alle emissioni in atmosfera di polveri, il cui incremento è scientificamente connesso all'incidenza di tumori polmonari, e in relazione alla possibile presenza di amianto nella sede di realizzazione ove non è prevista nessuna analisi del suolo.

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