PER ZIA MARIELLA "ADESSO VOGLIAMO IL COLPEVOLE IN GALERA"

Massimo Cicero

/ #15 DAL QUOTIDIANO LA SICILIA DEL 12 NOVEMBRE

2012-11-17 18:11

La Sicilia
Lunedì 12 Novembre 2012 Prima Catania Pagina 39
Si aspetta da un momento all'altro che la Procura formalizzi la conclusione delle indagini sul caso di Mariella Cimò, la signora di 72 anni che viveva a S.Gregorio

Si aspetta da un momento all'altro che la Procura formalizzi la conclusione delle indagini sul caso di Mariella Cimò, la signora di 72 anni che viveva a S. Gregorio, per la cui scomparsa, o meglio, per la cui probabile uccisione, è imputato il marito 76enne Salvatore Di Grazia, sospettato di uxori! cidio e occultamento di cadavere. Il corpo non è stato ritrovato. La chiusura delle indagini segnerà comunque una pietra miliare in questa complessa inchiesta giudiziaria perché potrebbe contenere una richiesta al Gip di archiviazione o, al contrario, di rinvio a giudizio del sospettato. Nelle more di questa lunga attesa, il nipote Massimo Cicero, con la moglie Antonella Grasso, la figlia Irene e un'amica di quest'ultima, negli scorsi giorni, a 14 mesi dalla scomparsa di Mariella, hanno manifestato - per la seconda volta - in silenzio e ordinatamente, di fronte all'autolavaggio gestito da Di Grazia ad Aci S. Antonio. I nipoti reggevano lo stesso striscione usato nella precedente mini-manifestazione, con due foto della zia e una grande scritta: «Verità per Mariella: chi dimentica cancella, noi non dimentichiamo». Una presenza silenziosa, la loro, sottilmente provocatoria, effettuata di fronte a uno zio che, non solo ha presentato la denuncia di scomparsa con 11 giorni di ritardo, ma non si è mai dato pena né di cercare la donna, né di ! lanciare appelli, dicendosi convinto che la moglie se ne fosse andata volontariamente «per fargli un dispetto».
Ma il gesto dei nipoti, anche stavolta, non è piaciuto allo zio, tanto che quest'ultimo ha chiamato le forze dell'ordine per farli allontanare, non raggiungendo l'obiettivo dal momento che i nipoti non stavano violando la legge. A quel punto - denunciano Massimo, Antonella e Irene Cicero - lo zio si è avvicinato al nipote brandendo un martello da muratore cercando di colpirlo. La faccenda si è conclusa con un malore accusato da Antonella (che è stata trattenuta al pronto soccorso per alcune ore in osservazione) e con la denuncia nei confronti di Salvatore Di Grazia. Anche il 25 agosto, a un anno esatto dalla sparizione, gli stessi avevano manifestato di fronte allo zio; e anche in quell'occasione Massimo denuncia di essere stato minacciato: «Mi zio si è avvicinato per dirmi: tu morirai prima di me».
giovanna quasimodo
12/11/2012